Luglio 2010
 
 
   

Manovra economica: il catasto dichiara guerra ai fantasmi
Con l'entrata in vigore della c.d. Manovra Economica e Correttiva, contenuta nel D.L n. 78/2010, recante "misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica", pubblicata sul supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale del 31 maggio c.a., è stata dichiarata guerra al settore immobiliare (art. 19 del Decreto). Una guerra che interessa anche il comparto agricolo, perché coinvolge i fabbricati rurali, già tirati in ballo dall'Agenzia del Territorio, con svariati comunicati che si sono susseguiti nel tempo, a partire dal 2007. E pertanto, per entrare nel vivo della manovra, si segnala che è stata attivata l'Anagrafe Immobiliare Integrata, rivolta principalmente all'individuazione degli "immobili fantasma", ossia di quegli immobili mai dichiarati, a seguito della quale, entro il 31 dicembre 2010, i titolari di diritti reali sugli immobili, dovranno mettersi in regola, pena l'irrogazione di sanzioni pecuniarie. Dopo tale data, infatti, in caso di inerzia del contribuente omertoso, l'Agenzia del Territorio attribuirà una rendita presunta a tutti gli immobili non regolarizzati, che secondo gli ultimi dati del Territorio, ad oggi, sono circa 2 milioni. Di questi, appena 500 mila stanno "riemergendo" con le procedure previste. L' emersione dell'immobile è tuttavia finalizzata alla mera regolarizzazione catastale delle imposte evase negli anni, e quindi non sana eventuali altri illeciti, come, per esempio, gli abusi edilizi. Come accennato in premessa, l'eventuale adeguamento, riguarda anche i fabbricati rurali, in quanto la norma contenuta nel decreto suindicato, richiama l'art. 2, comma 36, del D.L. n. 262/06, il quale prevede che l'Agenzia del Territorio, grazie alla sovrapposizione delle mappe catastali con le fotografie aeree, e alla collaborazione con Agea, individui i fabbricati iscritti al catasto terreni che hanno perduto i requisiti di ruralità (art. 9, commi 3 e 3bis del D.L. n. 557/93), ovvero, che pur essendo rurali, devono essere accatastati, in quanto mai dichiarati al Catasto. L'elenco dei Comuni nei quali sono stati individuati i fabbricati che devono essere dichiarati in Catasto, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, fra il primo gennaio 2007 e il 31 dicembre 2009. A tutti i Comuni è stata garantita la consultazione delle banche dati del catasto terreni, e di quello edilizio urbano, con particolare riferimento ai dati di superficie delle unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria. Le funzioni catastali di accettazione e registrazione degli atti di aggiornamento, saranno svolti dai Comuni e dall'Agenzia del Territorio, sulla base di apposite regole emanate dal Ministero delle Finanze, valide anche per le Regioni a statuto speciale. Competeranno invece allo Stato, altre funzioni, svolte attualmente dall'Agenzia del Territorio, come l'individuazione di metodologie per l'esecuzione di rilievi ed aggiornamenti topografici, il controllo della qualità delle informazioni catastali e dei processi di aggiornamento degli atti, la gestione dell'infrastruttura tecnologica, e l'applicazione delle sanzioni. Le sanzioni relative a interventi eseguiti in assenza o in difformità dell'atto autorizzativo, per immobili edificati in zone conformi alle destinazioni del PRG, andranno da un minimo di 516 euro, ad un massimo di 10.329 euro. Nel caso di edifici costruiti in zone non compatibili allo strumento urbanistico, o alla normativa edilizia, o in zone ambientali protette, sarà invece prevista la demolizione, e la denuncia alla procura dei responsabili. Tiziana Di Gangi

 
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