Piani di sviluppo rurale, la grande sfida è il ricambio generazionale PSR: ci sono le risorse ma i soldi non vengono spesi Una spesa di 2,3 miliardi di euro sui 17,6 totali e corrispondenti al 13,39% delle risorse programmate. Questi sono i numeri emersi dalle ultime rilevazioni sullo stato di attuazione dei "Piani di sviluppo rurale" dai quali è possibile osservare l'evidente ritardo nella spesa in cui versano i PSR italiani. Risorse importanti rischiano di ritornare a Bruxelles ove entro il 31 dicembre 2010 gli obiettivi di spesa predeterminati non vengono raggiunti dalle nostre Regioni. Ad oggi, ben 615 milioni di euro di fondi comunitari verrebbero persi dal sistema agricolo mettendo a forte rischio i processi di sviluppo e crescita delle aziende stesse. I ritardi maggiori si riscontrano nelle regioni appartenenti all'obiettivo "convergenza" (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) dove il livello di spesa si attesta mediamente all'8,58% rispetto all'intera dotazione finanziaria programmata. Leggermente migliore, ma non entusiasmante, è la situazione nel resto delle regioni italiane dove sono stati erogati circa 1,7 miliardi di euro corrispondenti al 17% delle risorse programmate per l'intero periodo 2007-2013. Gli obiettivi delle differenti misure attivate nei programmi di sviluppo rurale sono molteplici. Si passa da misure che favoriscono lo sviluppo materiale ed immateriale delle imprese a misure volte alla promozione dei prodotti agricoli. Il ricambio generazionale e l'insediamento di giovani agricoltori rappresentano sicuramente due delle più importanti sfide che i programmi di sviluppo rurale si sono prefissi. Allo stato attuale purtroppo, osservando i numeri, il livello di erogazione raggiunto non è soddisfacente. Infatti, la misura relativa all'insediamento dei giovani agricoltori (Misura 112), secondo le ultime rilevazioni, è ferma a livello nazionale al 9,39% di spesa rispetto al totale programmato. Situazione migliore per il prepensionamento (Misura 113) che si attesta al 28,99% di spesa. Tuttavia, bisogna specificare, che le risorse finanziarie destinate al prepensionamento sono notevolmente inferiori rispetto a quelle assegnate per l'insediamento di giovani imprenditori agricoli. Fortunatamente, la scarsa performance di spesa emersa dalle rilevazioni, non corrisponde al livello di domanda che si registra per entrambe le misure. Infatti, osservando attentamente i dati, si può notare come, con entità differenti, in tutte le Regioni le richieste per l'insediamento dei giovani agricoltori ed il prepensionamento raggiungano un buon livello. Pertanto, velocizzando drasticamente i procedimenti amministrativi, riguardanti sia la fase istruttoria sia quella relativa all'erogazione degli aiuti e, considerando le molte domande che attendono ancora una valutazione, non è errato pensare che nelle prossime rilevazioni il livello di spesa potrebbe subire una importante accelerazione. L'importanza strategica di queste due misure è rilevante per tutto il sistema agricolo. Tali interventi sono, infatti, orientati a favorire il ricambio generazionale nella gestione delle imprese agricole, incentivando il rilancio produttivo delle stesse aziende mediante la realizzazione di investimenti capaci di incrementare il valore aggiunto delle produzioni agricole, aumentare la competitività, migliorare il rendimento globale dell'azienda, promuovere la diffusione e la promozione delle innovazioni. Vista l'elevata età media degli imprenditori agricoli italiani, Confagricoltura ritiene fondamentale che tali importanti risorse destinate ai giovani imprenditori agricoli non vadano perse. Inoltre, l'apporto di nuove conoscenze e di quel respiro internazionale che i giovani possiedono, potrebbero essere la chiave di volta per il definitivo rilancio competitivo dell'agricoltura italiana. Gaetano Cavolo |