In California tutti arruolati contro il killer delle viti Allarme in California per la tignoletta della vite, la preoccupazione maggiore è per le potenziali gravi ripercussioni dell’infestazione dei lepidotteri - chiamati European Grapevine Moth (EGVM) - sulla commercializzazione sui mercati nazionali e internazionali. E la strategia messa a punto dagli americani è una vera e propria “macchina da guerra”. La Lobesia botrana (tignoletta della vite o EGVM) ha fatto la sua comparsa ufficiale in California, a Kenwood nella Sonoma County lo scorso 29 marzo: dopo questo primo ritrovamento viene stabilita una quarantena di 3 miglia dal Dipartimento dell'agricoltura degli Stati Uniti (USDA) e dal California Department of Food and Agriculture (CDFA). Ma, già il 30 aprile l’USDA cambia i protocolli di quarantena alzando il limite a cinque miglia. Poi, a maggio sono stati rinvenuti, solo nella Napa County, oltre 40.000 lepidotteri, ma la tignoletta è stata trovata anche a Sonoma, Solano, Mendocino e Fresno. Per gli enti interessati, determinare la presenza o l'assenza di EGVM nelle trappole è il primo fondamentale passo verso la tutela del vino californiano. La paura per la perdita del prodotto e dei possibili contraccolpi commerciali è forte: così una Task force tra USDA, CDFA e County Agricultural Commissioner ha attivato un progetto di contenimento con l’obiettivo di arginare la diffusione dell’infestazione. Il rischio di trasferimento dei lepidotteri, avvisa l’unità di crisi americana, viene anche dalla movimentazione delle attrezzature, vendemmiatrici comprese, tra le contee di Sonoma e di Napa. Studi internazionali dimostrano che le larve di EGVM si alimentano con i fiori e acini d’uva e occasionalmente con fiori di oliva e rosmarino. In assenza di questi, le larve si nutrono dalla frutta e/o fiori di altre piante nelle vicinanze, ma si tratta di un fatto temporaneo. Infatti, se le viti infestate vengono completamente rimosse, la tignoletta si può trasferire su una specie diversa per breve periodo, ma non può sopravvivere senza uva. Gli americani sono convinti che la miglior prevenzione sia l’informazione e il problema viene affrontato subito a 360 gradi attraverso una campagna di comunicazione e informazione. Si parte con incontri obbligatori destinati ai viticoltori e suddivisi per specifiche aree geografiche in quarantena EGVM. La convocazione - per chi abita nelle zone infestate - arriva direttamente via posta o via telefono, per tutti maggiori informazioni si possono ottenere sul sito http://cenapa.UCDavis.edu/newsletterfiles/newsletter2084.htm. Ma non basta. Serve anche l’aiuto e la collaborazione della cittadinanza per segnalare qualsiasi vigneto o frutteto abbandonato perché c'è preoccupazione che possano costituire il serbatoio ideale per la proliferazione di EGVM e di altri parassiti. Incontri informativi vengono anche organizzati con l’University of California, con consulenti e specialisti, funzionari locali e funzionari statali. Sebbene costituisca una grave minaccia per le uve - può arrivare a distruggere interi vigneti e in una stagione si alternano da tre a quattro generazioni di lepidotteri - la tignoletta è relativamente facile da controllare con i prodotti esistenti. Ciò che preoccupa i viticoltori sono le quarantene che vengono imposte quando più di due esemplari vengono intrappolati nella stessa zona. Le larve della prima generazione si nutrono dei fiori della vite o gemme d'uva. Le larve di seconda generazione attaccano le bacche verdi e lasciano solo le bucce e semi. La terza generazione, infine, è quella che crea i danni maggiori si nutre delle uve mature e lasciano la strada aperta alle infezioni fungine di muffa grigia (Botrytis) ecc. Per combattere il lepidottero di origine europea – pare provenga dalla Spagna – e che è stato anche riscontrato in Cile, l’USDA promuove l’utilizzazione di metodi di lotta biologica integrata mentre si garantisce sostegno agli agricoltori attraverso percorsi mirati attraverso l’Environmental Quality incentive Program (EQIP). Il vino della California ha ormai raggiunto una notorietà che non può essere messa a rischio da nessuno, nemmeno da un piccolo lepidottero che viene dall’Europa. Jordan Nash |