Luglio 2010
 
 
   

Un paese agricolo sottovalutato dai suoi cittadini
La Germania è un paese fondamentalmente agricolo in quanto l'80% ca. della superficie del suo territorio viene utilizzata per attività agricole e forestali. Con un valore di 50 miliardi di euro, la Germania è tra i maggiori paesi al mondo esportatori di prodotti alimentari. Tra questi troviamo carni e prodotti di salumeria. Per quanto riguarda la produzione di carne, agricoltori, istituti di ricerca, enti di formazione professionale, enti di consulenza ed operatori commerciali lavorano in stretta collaborazione, cosicché le conoscenze scientifiche e le richieste dei mercati di sbocco vengono recepiti nel modo più efficiente possibile. In Germania la produzione di carne suina poggia su una tradizione ben consolidata i cui metodi e le cui strutture di produzione vivono un costante processo evolutivo e sono oggi ai massimi livelli nella genetica e nella salute animale, nonché nelle tecnologie produttive e di igiene. Con un volume di produzione di oltre cinque milioni di tonnellate, nel corso del 2009 la Germania è stata il maggior produttore di carne suina a livello comunitario, mentre su scala mondiale si piazza al terzo posto dietro Cina e Stati Uniti. La suinicoltura tedesca si concentra essenzialmente nell'area del nord-ovest del paese, dove si trova la metà del patrimonio suinicolo nazionale. I suini da ingrasso tedeschi sono contrassegnati da una vasta varietà di razze. Esistono così, oltre agli animali ad elevata capacità produttiva, nati da incroci tra la razza originale tedesca e la Pietrain, anche numerose razze suine tradizionali quali lo Schwäbisch-Hällisches Landschwein (suino di Schwäbisch-Hall), il Buntes Bentheimer e l'Angler Sattelschwein (suino della regione dell'Angeln). A fronte di un numero di allevamenti suini in regresso, si ha un continuo aumento del livello di specializzazione. Esistono attualmente 27 milioni di suini allevati da 70.000 centri di produzione ed ingrasso in cui il 60% degli animali è distribuito su aziende con non più di 1000 capi. Il continuo aumento della capacità produttiva ha fatto salire la produzione di carne suina a livelli record e nel corso del 2009 sono stati macellati 55 milioni di capi, mentre nel 2000 tale cifre era inferiore ai 12 milioni. Nel corso del 2009 il numero di capi tenuto in 180.000 allevamenti è stato di 13 milioni di unità. Con questi dati la Germania, forte di oltre 40 razze bovine, si colloca al secondo posto tra i produttori europei di carne bovina. Tale varietà di razze si rispecchia nella diversità di regioni climatiche ed alimentazione che si riscontrano dalle Alpi Bavaresi fino alle coste del Mar del Nord e del Baltico. Il patrimonio bovino in Germania, come del resto anche tutta l'agricoltura, sta attraversando uno sviluppo che va sempre di più verso allevamenti di dimensioni maggiori (il 60% dei bovini è tenuto in allevamenti con oltre cento capi). La produzione di carne è caratterizzata da metodi altamente professionali. Dalla selezione (passando attraverso la fecondazione presso le aziende agricole, l'allevamento, la macellazione e la trasformazione fino al controllo della produttività e della qualità) tutte le fasi sono caratterizzate dall'applicazione di standard molto elevati. Ben 64.500 aziende, forti di un patrimonio complessivo di 3,5 milioni di capi, sono soggette ai controlli di resa di latte e carne. I controlli di resa della carne vengono effettuati adottando parametri quali: l'aumento giornaliero di peso; il peso di macellazione; il quantitativo di carne. I risultati confluiscono direttamente nelle statistiche del settore zootecnico per informazione e controllo. La Germania agricola, così come la abbiamo configurata in questa estrema sintesi, è meno conosciuta ed apprezzata della Germania industriale e finanziaria: il minimalismo degli agricoltori tedeschi non fa scena, quindi il valore dei loro prodotti non genera potere….

 
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