Luglio 2010
 
 
   

Accordi Ue-Mercosur sarà l'agricoltura la moneta di scambio
"La liberalizzazione commerciale è un fenomeno inarrestabile, ma non è in contraddizione con una regolamentazione che limiti gli effetti negativi di questo tipo di accordi per beni collettivi come la salute o l'ambiente". Questa è la posizione dell' ASAJA, alla conclusione di uno dei numerosi dibattiti tenuti in occasione delle trattative dell' Unione europea (UE) con il Mercato Comune del Sud (Mercosur). Il timore degli allevatori e dei produttori agricoli dei 27 paesi dell'UE è più che giustificato. Poiché dal Doha round dell'organizzazione mondiale del Commercio (OMC) dal 2004, quando l'UE già fece grandi concessioni di apertura in materia agricola, le trattative sono state congelate. La presidenza spagnola dell'UE, il Consiglio d'Europa e la Commissione hanno rilanciato - dopo sei anni di sospensione - le trattative con il Mercosur per trovare un accordo commerciale, nonostante l'opposizione della maggior parte dei paesi che le considera nocive agli interessi agricoli europei. La decisione è stata presa al summit che ha riunito a Madrid il Mercosur con la troika europea: il presidente del Consiglio Herman Van Rompuy, della Commissione Jose Manuel Durao Barroso e di turno dell'UE, Jose Luis Rodriguez Zapatero. In molti casi sarà "un colpo di grazia". La situazione dell'agricoltura spagnola non è per niente lusinghiera: alla forte caduta dei redditi agricoli, nel 2009 si assomma una crisi dei prezzi praticamente in tutti i settori produttivi. L'accordo interesserebbe più alcuni settori che altri, evidentemente in funzione delle produzioni dei paesi del Mercosur. I comparti più sensibili sarebbero, la frutta (principalmente gli agrumi), gli ortaggi, i cereali, il vino, le mandorle, lo zucchero e la carne bovina, suina e avicola. Secondo i calcoli dei servizi agricoli UE, il negoziato con il Mercosur rappresenterebbe tra 3.000 e 13.500 milioni di euro in perdite per l'agricoltura e l'allevamento comunitario … la goccia che farebbe traboccare il vaso. Un rischio da non assumere a breve e lungo termine. Il Mercosur è composto da paesi con mercati molto interessanti. Numerose multinazionali europee vedono i mercati del Sud America come investimento futuro, ma non sono dell'agroalimentare, questo finché gli interessi restano energetici e tecnologici. Si stima che la bilancia commerciale agricola fra UE e Mercosur registra un saldo completamente negativo per l'UE in una proporzione di quasi 20 a 1. Nel 2009, le esportazioni dell'UE verso il Mercosur hanno raggiunto un valore di 904 milioni di euro mentre le importazioni dal Mercosur sono salite a 18.290 milioni di euro. Gli agricoltori del Mercosur sono, generalmente, più competitivi degli europei. Alle strutture produttive più grandi, facilmente automatizzabili e a minori costi per unità di superficie, si aggiungono altri fattori più discutibili come il minor costo della mano d'opera dovuto a spese sociali ridotte o inesistenti, o a normative sanitarie e di benessere animale che - nel migliore dei casi - sono distanti anni luce da quelli dell'UE. Se la distribuzione trasmette questa riduzione di prezzo al consumatore (il che resta ancora da vedere), ci saranno prodotti che, in termini di qualità, non avranno nulla a che fare con le produzioni europee, che dovranno rivolgersi a mercati selezionati e ridotti. La scomparsa " dei produttori medi", cioè né di alta gamma né competitivi con i prodotti del Mercosur, causerà uno smantellamento progressivo di gran parte del settore agricolo spagnolo ed europeo. Cosa accadrà se in futuro questa dipendenza produrrà una scarsità di rifornimenti alimentari nei nostri mercati? Le cause possono essere varie: la speculazione sulle materie prime come accaduto l'anno scorso, le avversità climatiche mondiali… Quanto tempo ci servirebbe a tornare indietro e ricominciare a produrre? Lo scenario può sembrare improbabile, ma induce a riflettere…

 
Cerca in tutti
gli articoli
dell'anno 2010