Luglio 2010
 
 
   

L'Anga propone in Commissione agricoltura una sorta di "sistema binario" per le giovani imprese e per chi si deve ancora insediare L'emergenza è il ricambio generazionale
Se l'agricoltura europea vorrà un futuro, non potrà prescindere dai giovani: il ricambio generazionale è diventata una priorità e si deve agire con prontezza ed efficacia. Ne è convinta l'Anga che ritiene necessario "Aumentare e rafforzare la presenza di imprese gestite da giovani in agricoltura", lo ha detto il presidente Nicola Motolese in occasione della recente Audizione in Commissione agricoltura del Senato. "L'età media degli agricoltori italiani continua ad alzarsi - ha spiegato -. Nel 2005 per ogni imprenditore agricolo "under 35" ce ne erano 11 con più di 65 anni di età e nel 2007 sono diventati 13. Occorrono, dunque, interventi mirati a favorire l'ingresso di giovani nel settore. L'impresa gestita da giovani agricoltori, ancor più delle altre, ha una prospettiva di medio lungo termine e ha bisogno di un quadro stabile e di politiche lungimiranti, più che di politiche piccolo cabotaggio e di breve periodo". Se si volesse riassumere il problema in uno slogan, questo sarebbe: "metà degli anni e doppi problemi", perché quelle aziende giovani che già ci sono si interfacciano con le difficoltà che vivono tutti gli imprenditori: aumento dei costi e calo delle quotazioni all'origine che determinano una riduzione di redditività, problematicità ad accedere a nuovi finanziamenti o a rinnovare le loro linee di fido … Ostacoli ancora più insormontabili quando si tratta di una giovane impresa che ha una vita più lunga e quindi un'attività che guarda meno al breve periodo e si proietta nel futuro, con investimenti ed analisi di redditività più a lungo termine. "I giovani agricoltori, sono innanzitutto quelli che già operano nel settore con una loro impresa ed hanno alcune particolari esigenze che i loro colleghi senior non hanno o sentono meno". Afferma Motolese che ricorda anche "chi ancora giovane agricoltore non sono e ha bisogno di particolari incentivi che favoriscano questa scelta di vita e di impresa". L'obiettivo è quello di favorire la nascita di nuove imprese gestite da giovani, ma anche consolidare quelle esistenti con misure nazionali e comunitarie. Molte difficoltà potrebbero certamente essere superate con: "un processo normativo di rilancio dell'agricoltura che comprenda - in questi due sensi - misure incentivanti per i giovani, risorsa indispensabile per il futuro dell'agricoltura italiana ed europea. Misure messe a punto con la fattiva collaborazione dei giovani stessi, che sono i reali conoscitori delle esigenze delle imprese under quaranta". Ma la realtà è che la misura del primo insediamento rimane al di sotto del 10% di quanto programmato - si tratta delle ultime cifre diffuse sull'utilizzo delle risorse dei PSR - nonostante la domanda consistente. Ne consegue che per l'agricoltura e per i giovani si può senz'altro fare di più e l'Anga lancia, nel corso dell'audizione, quattro proposte. "In primo luogo - ha specificato Motolese - è opportuno ribadire che debbono esistere due diverse politiche per i giovani in agricoltura. In passato si è puntato sulla nascita di nuove imprese agricole gestite da giovani. Questo è un obiettivo prioritario, visto anche l'elevato tasso di senilizzazione dell'imprenditoria agricola nazionale. Ma è anche essenziale puntare a consolidare le imprese agricole già oggi gestite da giovani". "Per incentivare i giovani - prosegue Motolese - si potrebbero legare queste due misure e dotare la misura di prepensionamento di maggiori risorse. Per il periodo 2007-2013 le regioni italiane hanno allocato 32 milioni per il prepensionamento (tra spesa Ue e cofinanziamento nazionale) e 411 milioni per l'insediamento dei giovani; praticamente 13 volte tanto. In seconda battuta si potrebbero collegare, sia al primo insediamento sia a quella del prepensionamento, le misure previste dalla normativa italiana per il subentro rendendole ancora più appetibili con altre agevolazioni nazionali". L'Anga ha individuato almeno due vie per migliorare l'adozione e lo sviluppo di nuove tecnologie in agricoltura. La prima, intensificare il rapporto tra chi fa ricerca e sviluppa innovazione per le imprese. Occorre riuscire ad instaurare e sviluppare un circolo virtuoso del sapere, che parta dal fabbisogno dell'imprenditore e venga trasferito a chi fa ricerca pura ed applicata ed a chi sviluppa tecnologia. La seconda, varare uno strumento di incentivazione, attraverso il credito d'imposta. E i giovani di Confagricoltura vogliono e possono svolgere in tale direzione un ruolo attivo nell'orientamento dei policy makers del sistema agroalimentare. Un programma ambizioso e coerente con la storia dell'Anga e che i giovani di Confagricoltura intendono: "realizzare con l'ausilio delle istituzioni e della politica, a partire dal Parlamento nazionale - conclude Motolese - cui ritengo opportuno sin d'ora chiedere ascolto e collaborazione per realizzare le nostre istanze". Elisabetta Tufarelli

 
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