Tagli, oltre la Pac s’inserisce la manovra Il 31 maggio il Governo ha varato il decreto legge che prevede le misure per la stabilizzazione del bilancio pubblico e la crescita. Un provvedimento urgente in quanto richiesto dalla situazione finanziaria dei conti dare/avere italiani. Nel 2009 infatti il rapporto tra deficit (entrate meno uscite dell'anno) e ricchezza prodotta (il Prodotto Interno Lordo o Pil) ha superato di molto la soglia massima del 3% consentita dal "patto di stabilità". Nel 2008 il limite era stato rispettato (il rapporto era infatti del 2,7%); nel 2009 e nel 2010, a legislazione invariata, il livello è superiore al 5 per cento. La scelta del Governo per ridurre il deficit da qui al 2012 è a diminuire le spese, ma anche incrementare le entrate. E se propone di conseguire questo secondo obiettivo tramite la lotta all'evasione (con il redditometro ma, a dire il vero, anche inasprendo le modalità amministrative nei contenziosi a danno delle imprese, con effetti tutti da verificare), dal lato della spesa si ipotizza un taglio orizzontale sia delle dotazioni finanziarie dei vari ministeri (-10%), sia dei trasferimenti agli enti locali, soprattutto alle Regioni, cui è chiesto un sacrificio di 4,5 miliardi nel 2011 e di 5,5, miliardi nel 2012. Per quanto riguarda l'agricoltura questi tagli, concretamente, ammontano 23 milioni nel 2011 e 17 milioni nel 2012 e 2013 in meno a disposizione del Mipaaf per le sue politiche. Il "taglio" alle Regioni, invece, peserà sulle politiche regionali per l'agricoltura, secondo alcune stime, per 220 milioni nel 2011 e per 249 nel 2012. Cifre queste che, per la verità, si riferiscono solo alle Regioni a statuto ordinario e non includono quelle a statuto speciale, per le quali non sono disponibili stime. Si tratta di cifre notevoli non lontane, in quanto ad entità finanziarie, da altri interventi sui quali c'è stato ampio dibattito come, ad esempio, le misure dell'articolo 68 di applicazione della Pac. Viene così messo in evidenza il valore della spesa regionale per l'agricoltura che - anche, in verità, per la competenza in materia di questi enti - non è affatto trascurabile. Secondo la Banca dati dell'Inea si tratta di 3,8 miliardi di euro per anno (media dell'ultimo quinquennio) indirizzati ai più svariati obiettivi: ricerca e sperimentazione, valorizzazione delle produzioni e loro promozione, investimenti aziendali sotto forma di incentivi al credito etc. Una somma di tutto rispetto. Grosso modo equivalente ai pagamenti diretti disaccoppiati della Pac erogati ogni anno alle aziende agricole italiane. Questo "taglio" orizzontale della spesa agricola regionale (quello al Mipaaf è pure importante ma decisamente di minore entità) dovrebbe quindi, se non altro, indurre a più di una valutazione sull'opportunità di procedere in maniera così poco selettiva e sull'efficacia e l'efficienza dei provvedimenti regionali per l'agricoltura. E' giusto intervenire senza discriminare tra settore e settore? Quanto incide effettivamente la spesa agricola regionale sulle imprese? Ci può essere un legame tra questa riduzione di risorse e il mancato utilizzo in alcune Regioni dei fondi europei per lo sviluppo rurale (se ne parla in questo numero di Agricoltura Nuova)? A prima vista, infatti, appare ben strano che da un lato si lascino inutilizzate risorse che rischiano di tornare al bilancio comunitario e, dall'altra, ci si preoccupi per un taglio di fondi nazionali trasferite, alle politiche, agricole regionali. Anche se il problema del "disimpegno" delle risorse a Bruxelles non è esteso a tutto il Paese, ma è in gran parte solo di alcune regioni del Mezzogiorno ed è legato anche a dei problemi nelle procedure di erogazione. In ogni caso, la prima impressione è che l'autonomia decisionale abbia determinato una netta separazione tra le politiche regionali, nazionali e comunitarie che rischiano di viaggiare su binari (obiettivi e strumenti) diversi. Paradossalmente anche quando è lo stesso soggetto a gestirle (v. la spesa dei PSR). La manovra del Governo, se non altro, potrebbe avere il pregio di aprire una discussione su questi temi. Vincenzo Lenucci |